L’umanità è davvero uno spettacolo di arte varia.Come dico spesso facendo questo mestiere ho mantenuto solo il bello del mio lavoro precedente, in cui la burocrazia stava offuscando il lato umano (che in una professione in cui aiutare chi si rivolge a te è il punto fondamentale, vuol dire davvero andare a snaturarla profondamente) e alcune coppie che ho incontrato mi hanno donato molto di più di quello che posso aver insegnato loro.
Per motivi legati a un altro progetto che sto seguendo ho incontrato C., papà affidatario di un piccolino di 6 mesi. Per me l’affido richiede una notevole dose di coraggio perchè siamo animali sociali e affezionarsi a una persona, impegnarsi al massimo per farla crescere e poi da un giorno all’altro doverla lasciar andare è davvero un’ardua prova. Dall’oggi al domani la famiglia di C. ha saputo che sarebbe arrivato questo frugoletto e si è preparata al meglio per accoglierlo. Al nostro primo incontro ho pensato: Wow!! io con 9 mesi di anticipo ho saputo che avrei avuto prima un neonato e poco dopo un’altra da gestire e crescere e ancora oggi ogni mattina mi alzo senza sentirmi pronta a farlo!
Tempo dopo ho fatto un incontro gratuito in fascioteca dove C. è tornato: al nostro primo incontro gli avevo accennato cosa faccio nella vita e il luccichio nei suoi occhi era stato bello da vedere, rispetto al solito “scusa puoi ripetere??”. Rivederlo lì, curioso e desideroso di conoscere, mi ha aperto il cuore.
Passa ancora del tempo e una mattina prestissimo ricevo un messaggio dalla moglie: fra poco è il compleanno di C., da quando è venuto in fascioteca non fa che parlarmi di quanto stessero bene quelle mamme e quei bimbi in fascia, sembra che l’affido debba prolungarsi un pochino,per cui ho deciso di regalargli una fascia, puoi aiutarmi? Quel giorno ho camminato a un metro da terra.
A ripensarci mi vengono ancora gli occhi a forma di cuoricino: penso alle difficoltà che a volte incontro nello spiegare ai genitori l’importanza del contatto con il proprio figlio e vedere che una mamma e un papà “a tempo” vogliono sfruttare al meglio ciò che gli viene concesso mi riempie di gioia, gratitudine e speranza che questo contatto che stiamo seminando oggi possa essere il presupposto di una società dal volto più umano domani.